Giovedì, 20 settembre 2012

SUGGERIMENTI PER UN BUON INSERIMENTO

L’asilo nido è un ambiente, uno spazio fisico ed emotivo che consente al bambino piccolo di fare esperienze che lo aiutano nella crescita intellettuale (sviluppo delle diverse abilità) e nella crescita emotiva; purché si crei un ambiente positivo e di fiducia. Per questo è fondamentale che l’inserimento avvenga gradualmente e che il bambino possa percepire questo nuovo ambiente in continuità con il contesto familiare.
Tutti i bambini, con modalità diverse, vivono il momento di passaggio fra la situazione domestica, conosciuta e rassicurante, e quella nuova del nido con una fase di crisi. Ma se il percorso di inserimento verrà svolto dedicando molta attenzione alla rassicurazione e al contenimento delle paure del bambino, tutto si risolverà positivamente.
In realtà per il bimbo è molto semplice abituarsi alla nuova situazione: nel giro di una settimana, due nei casi più “ostinati” tutti quanti si ambientano e sono sereni. Ma spesso ai genitori rimane il “dubbio”… Cosa farà? Piangerà? Sentirà la mia mancanza?

Ecco allora qualche suggerimento utile ai genitori per vivere al meglio questo periodo:

  • Collaborazione e fiducia tra genitori ed educatrici: è molto importante che si crei un clima di fiducia e di rispetto reciproci, perché il bambino percepisce positivamente le sue figure di riferimento, sia i genitori sia le educatrici. Se viene a mancare questa sicurezza, nel bambino si crea confusione e paura, e la permanenza al nido diventa fonte di sofferenza.
  • Alcuni genitori vivono un senso di colpa nel lasciare il bambino all’asilo nido, anziché occuparsi personalmente di lui tutto il giorno. Questo senso di colpa però, se percepito dal bambino alimenta e conferma la paura di abbandono del bambino stesso.
  • Preparare il piccolo a ciò che lo aspetta raccontandogli cosa succederà e descrivendo in modo positivo quanto vi troverà (è un bel posto, pieno di giochi nuovi e ci saranno tanti bimbi…).
  • Lasciare che porti con sé il ciuccio e/o il pupazzetto/copertina preferiti in modo da avere un oggetto consolatorio e che mantiene una continuità con la casa.
  • Durante l’inserimento, cercare di sentivi realmente serene/i e tranquille/i nel lasciare il bambino, congedandovi con affetto e col sorriso senza prolungare i saluti.
  • Ditegli che tornerete dopo un determinato tempo, che vi dirà l’educatrice, ad esempio dopo il cambio del pannolino, dopo la nanna, …, in modo che sappia quando aspettarvi.
  • Non andare via di nascosto e dirgli sempre la verità. Se sgattaiolare via mentre è distratto può sembrare una buona strategia per allontanarsi senza sentirlo piangere è invece un modo per farlo sentire tradito e insicuro e fargli temere che la mamma possa sparire inaspettatamente per non tornare più.
  • Incoraggiare il bambino ad esplorare l’ambiente, a giocare in modo autonomo, pur rimanendo a disposizione in caso di richiesta da parte dello stesso.

32721_tnA casa può essere efficace adottare una serie di accorgimenti:

  • Per quanto possibile, cercate di mantenere anche a casa (almeno nel periodo contemporaneo e appena successivo all’inserimento) le stesse routine e gli stessi orari del nido, ad esempio per il pranzo o per la nanna. Questo aiuterà il vostro bambino ad abituarsi con maggiore facilità senza mandarlo in confusione all’arrivo di ogni week end.
  • Descrivere positivamente la situazione del nido, le attività svolte dai bambini, i giochi, … che vi riporterà l’educatrice.
  • Ricordare al bambino i nomi delle educatrici e i compagni di gioco che il giorno dopo troverà al nido.
  • Evitare frasi che diano un’immagine negativa del nido (es. Poverini i bambini da soli …) o tanto meno punitiva del nido (es. Se non stai buono ti porto al nido)
  • Limitare al massimo ulteriori separazioni dal figlio durante il periodo dell’ambientamento (viaggi o altro) oltre quelle proposte dal nido, affinché il bambino non viva un sentimento di abbandono.
  • Cercare di essere tolleranti rispetto ai normali momenti di “crisi” che il bambino può avere senza classificarli solo come “capricci senza senso”.

Dottoressa Petra Visentin