Martedì, 01 ottobre 2013

L‘EVOLUZIONE DEI SERVIZI PER L’INFANZIA

Gli asili nido sono un servizio educativo relativamente giovane: sono presenti nel nostro paese da poco più di una generazione. Sono nati ufficialmente con la legge 1044 del 1971, che li istituisce affidandone la regolamentazione alle regioni e la gestione ai comuni. Da quella data,ogni regione ha elaborato, nel tempo, propri regolamenti in rapporto alle diverse realtà locali.
In questi anni tali servizi sono cresciuti nel territorio, anche se in modo disomogeneo. Infatti in alcune regioni sono meno presenti e regolamentati di altre. Assistiamo, in altre parole, ad un mercato che evolve e che si rinnova; negli ultimi anni si sono sviluppate soluzioni alternative al nido pubblico. Accanto a quelli gestiti dai comuni sono sorti asili nido e servizi innovativi per la primissima infanzia gestiti da enti privati, come cooperative di servizi, imprese, società individuali, ecc. Tali nuove realtà sono nate per rispondere a bisogni diversi in considerazione di modelli familiari quanto mai diversificati.
Oggi, nonostante la crisi economica, le famiglie ricorrono a tali servizi in quanto oltre ad essere una risposta ai loro bisogni rappresentano una risorsa per lo sviluppo e il benessere del bambino. In questi luoghi i bambini imparano ad interagire con coetanei e adulti diversi dalle figure familiari, sviluppano nuove competenze tramite attività didattiche specifiche e affrontano con più serenità e sicurezza l’ingresso alla scuola materna.
scuola-infanzia-460x360Allo stesso tempo, i genitori trovano uno spazio accogliente di sostegno, ascolto, e condivisione rispetto alle difficoltà quotidiane legate all’educazione e alla crescita dei figli.
Realizzare e gestire un servizio per l’infanzia di qualità sotto tutti gli aspetti non è cosa facile, ed è proprio per questo che in tale contesto la figura dello psicologo diventa basilare e necessaria (tanto che, nella maggior parte delle normative regionali che definiscono i requisiti tecnici ed organizzativi di tali servizi, si menziona anche la presenza dello psicologo). Le stesse strutture cercano di inserire all’interno del proprio organico il professionista psicologo per riuscire a mantenere gli standard di qualità, non solo per rispondere alle nuove esigenze familiari, ma anche per essere guidati e sostenuti nell’organizzazione del team educatori, delle attività didattiche, delle routines, delle attività extra-nido, …
nidiDi fatto, all’interno di queste realtà lo psicologo può svolgere diversi servizi diventando così un vero e proprio valore aggiunto per il servizio infanzia. In primis può svolgere il ruolo di coordinatore psicopedagogico, quindi di responsabile del personale educativo e di supervisore degli aspetti educativi, pedagogici e didattici dell’attività; può essere un coordinatore interno oppure esterno e quindi coordinare più strutture attraverso contratti di collaborazione. Al di là dell’attività di coordinamento, lo psicologo può proporre altre attività di sostegno alla famiglia e alla struttura quali:
• Attività di supervisione a più livelli
• Sportello famiglia
• Consulenza psicologica
• Corsi formativi per genitori
• Formazione per educatori
Il mondo dei servizi per l’infanzia rappresenta una realtà attraente che apre nuovi scenari anche alla professione dello psicologo.Tuttavia, diventa fondamentale conoscere la normativa di riferimento e le diverse realtà del territorio per sapere dove e come proporre al meglio il proprio progetto.
Dottoressa Petra Visentin