Venerdì, 12 febbraio 2016

Le separazioni conflittuali: quando le necessità dei figli passano in secondo piano

download (2)khnCosa succede quando una separazione si trasforma in una vera e propria guerra dei Roses?

I divorzi e le separazioni che si trasformano in battaglie ed i figli in armi da utilizzare sono sempre più frequenti. Le ragioni che causano la fine di un rapporto matrimoniale sono molteplici; non sempre ci si lascia per un evento traumatico, come la scoperta di un tradimento, ma le cause più frequenti sono la noia coniugale, le incomprensioni, le fatiche quotidiane, … Ed è allora che, nemmeno tanto a malincuore e senza porsi troppe domande sulle conseguenze della decisione di separarsi, iniziano le trattative legali che, a volte, conducono, in breve tempo ad una guerra spietata e accanita.

Il processo di separazione, in genere, è lungo e faticoso: implica la perdita del partner e il cambiamento dell’organizzazione familiare, destabilizzando in alcuni casi, anche il senso di identità personale. I figli si trovano ad affrontare la riorganizzazione della loro quotidianità e delle loro relazioni: la perdita di riferimenti e di abitudini che li facevano sentire al sicuro può dar loro un senso di minaccia e pericolo. I genitori trovano spesso difficoltà a distinguere i propri problemi di coppia dal ruolo di genitori; in un’esperienza che per gli adulti può essere molto dolorosa, a volte lacerante e in alcuni casi molto conflittuale, avere sempre presente il vissuto ed i bisogni dei figli è difficilissimo. La separazione può essere definita come un processo in evoluzione, una fase di transizione, nella quale avviene la riconfigurazione di relazioni, dinamiche e parametri sia nel nucleo familiare, sia con la famiglia allargata e la rete amicale e sociale.                       Il principale compito della coppia genitoriale è quello di tutelare i figli dai problemi inerenti al fallimento della propria unione, ad attutirne l’impatto emotivo e creare le migliori condizioni affinché il processo separativo evolva in modo tale che il loro diritto alla continuità affettiva e a un legame solido e sereno con entrambi i genitori sia salvaguardato. Tale compito diventa difficile da svolgere nelle situazioni in cui la rabbia e il rancore prendono il sopravvento; laddove il livello di conflittualità è elevato e impedisce qualsiasi forma di dialogo e compromesso. I sentimenti dolorosi dei partner, il desiderio di risarcimento emotivo li possono condurre a farsi la guerra anche in questo ambito. La mancata elaborazione della separazione e il non raggiungimento della consapevolezza rispetto alle reciproche responsabilità che hanno determinato la rottura del legame sono aspetti che alimentano la conflittualità ostacolando la riuscita del processo separativo, trattenendoli così in un “legame disperante”, ovvero un legame che viene mantenuto attraverso il conflitto. L’accanimento dei partner verso la “vittoria” impedisce di riconoscere le inutili e drammatiche perdite, di capire che nei conflitti interpersonali è difficile individuare un vincitore e un vinto, ma si è entrambi perdenti.

LE CONSEGUENZE DEL CONFLITTO

Nelle coppie più conflittuali i figli possono mostrare delle relazioni di attaccamento più deboli, problemi di comportamento, difficoltà relazionali, scarso rendimento scolastico, incapacità di affrontare e risolvere i problemi. E’ in tali scenari che i figli possono diventare un tramite attraverso il quale si esprime la loro guerra: con il mancato versamento dell’assegno di mantenimento, ad esempio, o con il creare difficoltà nella visita all’altro genitore, arrivare a negarla, parlare male del coniuge ai figli. In tali situazioni, questi ultimi saranno coinvolti in probabili coalizioni a due, rendendosi a loro volta protagonisti attivi nel conflitto e attuando strategie per risolvere i problemi familiari. Una famiglia integra ma conflittuale è più nociva per il figlio rispetto ad una situazione in cui la coppia genitoriale sia separata ma stabile e serena (Hetherington, Cox e Cox, 1978). La stessa teoria viene sostenuta da Cigoli (et al., 1997), affermando che per i figli risultano fondamentali la qualità e le caratteristiche delle relazioni che si strutturano tra i vari membri della famiglia a seguito della separazione piuttosto che l’evento separativo in sé. Le ricerche in questo campo hanno individuato alcune variabili importanti per comprendere le possibili manifestazioni di disagio dei minori:

  • l’età dei figli;
  • la qualità dell’investimento affettivo verso le figure genitoriali;
  • la presenza o meno di figure protettive;
  • aspetti caratteriali e temperamento del bambino e di ciascun genitore;
  • il modo con cui i genitori gestiscono la situazione prima, durante e dopo la separazione.

Tra le variabili situazionali e relazionali troviamo la conflittualità tra i genitori ma anche la qualità dei rapporti tra i singoli genitori e il figlio. Sempre più spesso capita che, all’interno delle separazioni conflittuali i genitori rivendichino il diritto di tutela e benessere dei figli privandoli della relazione continuativa con l’altro genitore. La limitazione o l’interruzione dei rapporti con uno dei due genitori può avvenire con diverse modalità e le conseguenze che ne derivano hanno effetti non solo sullo sviluppo dei figli ma anche sui genitori stessi; in questi contesti familiari accade sempre più spesso che un genitore istighi i figli contro l’altro, disapprovando, biasimando e denigrando quest’ultimo. Dal momento in cui si inizia la guerra si osservano mosse e contromosse da parte dei partner, ognuno mette in atto strategie per colpire l’altro. In alcune situazioni, il genitore, in genere quello affidatario, getta discredito sull’altro con il proprio figlio, oppure può accadere che il genitore di fronte ad ostacoli ai quali non riesce a trovare soluzioni migliorative, si sottragga al proprio ruolo genitoriale e abbandoni suo malgrado il rapporto con il figlio. In tutti questi scenari a farne le spese sono i figli. I genitori chiusi nel loro conflitto dovrebbero, innanzitutto, rendersi conto delle pesanti conseguenze che il permanere in questa condizione crea sulla qualità di vita presente e futura dei propri figli. Essi hanno diritto a un sereno accesso a entrambi i genitori, alla continuità del legame con loro, a un suo completo benessere emotivo e relazionale, basi indispensabili per una costruzione serena della propria esistenza.

COME INTERVENIRE?

Un’opportunità sia per i figli sia per i genitori è data dai gruppi di sostegno psicologico per genitori separati e figli di genitori separati. L’iniziativa vuole rispondere al disagio crescente frutto della dissoluzione dei gruppi familiari. I gruppi sono pensati sia in termini di prevenzione rispetto a situazioni di disagio e/o comportamenti inadeguati e devianti, sia per sostenere la genitorialità in un contesto di separazione. Per i figli è un’esperienza utile per esprimere le loro emozioni, dubbi, preoccupazioni e per parlare dell’evento separazione. La possibilità di condividere le esperienze e i diversi vissuti in un contesto protetto con la presenza di un professionista permette loro di fare chiarezza rispetto a quanto successo e di elaborare al meglio tale evento traumatico. Allo stesso modo, i gruppi di incontro per genitori separati sono stati pensati e realizzati per offrire una situazione di incontro in cui riflettere e confrontarsi sull’essere genitore, padre o madre, in un contesto di separazione: per dare parola a difficoltà, preoccupazioni e timori comuni nei confronti dei figli; per essere occasione di confronto, rispecchiamento e sostegno reciproco partendo dalla propria esperienza; per pensare al futuro e a come aiutare i propri figli a crescere potendo contare su entrambi i genitori. E’ importante riconoscere ed elaborare il dolore connesso a tale evento affinché le persone coinvolte possano ricominciare un nuovo percorso. Se il dolore non viene elaborato e gestito si corre il rischio di trasformarlo nel tempo in un senso di fallimento senza fine, da cui possono poi derivare rabbia, aggressività e vendetta arrivando a scatenare la cosiddetta guerra dei Roses.

                                                                                                                                                                  Dottoressa Petra Visentin