Mercoledì, 27 marzo 2013

L’ATTIVITÀ PSICOMOTORIA

L’attività motoria dell’uomo è influenzata da quelli che sono i suoi processi psichici e riflette il tipo di personalità di ciascun individuo. Quello che fa la psicomotricità è osservare, studiare ed educare l’attività della psiche attraverso il movimento del corpo.
Giocare, oltre ad esprimere la vita affettiva del piccolo, è un modo per sviluppare le sue capacità motorie, quelle sociali e quelle cognitive. Per noi adulti sembra che i nostri bambini “giochino e basta”, ma dietro quei gesti, dietro quegli sguardi e quelle relazioni con il proprio corpo e con gli altri, in realtà c’è molto di più.
La pratica psicomotoria si pone come obiettivo l’aiuto alla crescita armonica del bambino, agevolando la sua azione e la sua relazione con gli altri.
psicomotricità-2Le attività psicomotorie stimolano nel bambino la creatività, l’espressività e la coscienza di sé attraverso il piacere di vivere, di essere, di fare e di produrre effetti nella relazione e nell’azione. Alla base dell’attività vi è il gioco corporeo spontaneo dei bimbi: lo psicomotricista non progetta azioni ma sostiene quelle dei bambini accompagnandole in una situazione di piacere e di sicurezza.
Caratteristica costante dell’azione del bambino è quella di essere sempre in relazione ad un altro: una vera e propria interazione, il corpo del bambino infatti interagisce con altri corpi, spazi, oggetti. La psicomotricità è dunque prima di tutto un modo d’essere che si rivela nell’agire.
I campi privilegiati della psicomotricità sono:
• la comunicazione non verbale (movimento, tono, postura, gesto, sguardo, uso degli oggetti, dello spazio, ecc.);
• il gioco pre-verbale e il gioco simbolico;
• la motricità e il gioco motorio;
• la rappresentazione.
UnknownL’obiettivo, quindi, della pratica psicomotoria in campo educativo è aiutare il bambino a integrare le emozioni vissute nel corpo e nel movimento con le rappresentazioni e le immagini mentali. L’approccio psicomotorio ha come terreno specifico di intervento il rapporto tra mente e corpo nella costruzione dell’identità attraverso la via corporea.
Infatti, la globalità della persona si esprime nell’atto motorio mediante il quale si eseguono scambi con l’ambiente. Attraverso l’atto motorio entriamo in rapporto con gli oggetti in modo più o meno creativo, esprimiamo o blocchiamo le nostre emozioni, elaboriamo progetti che sono prodotti del nostro pensiero. L’educazione psicomotoria si rivela un mezzo pratico per aiutare il bambino a disporre di un’immagine del corpo operativo, a partire dalla quale si potrà esercitare la sua possibilità di reagire globalmente e senza riflessione ad una situazione di urgenza in funzione di un vissuto precedente. Lo sviluppo del linguaggio va di pari passo, completa e arricchisce la percezione e l’azione, e viceversa l’evoluzione psicomotoria influenza la maturazione e l’evoluzione del linguaggio.
Se siete interessati ad approfondire l’argomento, vi suggeriamo di partecipare al Corso pratico di psicomotricità a Milano sabato 11 maggio 2013.

Dottoressa Petra Visentin