Giovedì, 18 ottobre 2012

LA GIORNATA TIPO

L’identità del nido trova piena espressione nella strutturazione della realtà che il bambino vive ogni giorno, nelle attività che svolge, nelle modalità relazionali usate dalle educatrici.
Il nido ha una sua specificità e complessità che lo differenzia e lo distingue dalle altre strutture educative. La sua identità pedagogica va riconosciuta e valorizzata in quanto rappresenta il punto di forza del servizio.
La didattica è basata su un progetto che ha al centro il bambino ed i suoi bisogni evolutivi e lo stile educativo è connotato da disponibilità ed accoglienza, attenzione e cura.
Com’è strutturata la giornata al nido?
Quali sono i momenti più significati per il bambino che lo aiutano a crescere?
La giornata al nido inizia con l’accoglienza che è una tappa fondamentale della giornata del bambino. È vissuta come una piccola ed importante cerimonia che segna il passaggio del bambino dall’universo familiare ad una dimensione sociale più allargata. Sia l’educatrice che chi accompagna il bambino debbono collaborare per creare un clima favorevole al distacco. Al genitore e al bambino dovrà essere data la possibilità di prendere insieme contatto con l’ambiente prima di salutarsi.
L’educatrice accoglierà il bambino e il genitore con un atteggiamento sereno. Saluterà l’adulto, scambierà qualche parola con lui, prenderà il bambino in braccio e cercherà di facilitare il contatto con il gruppo dei suoi coetanei.
11Dopo l’accoglienza la giornata si svolgerà con attività finalizzate al raggiungimento di obiettivi generali e specifici, realizzati attraverso progetti, unità didattiche e attività laboratoriali quali: attività motorie, manipolazione, pittura, lettura, musica, attività logiche, ecc.
Momenti di alto valore educativo ed affettivo in una giornata al nido sono le attività di routine: tempi dedicati all’igiene e alla cura del corpo, il pranzo, il sonnellino pomeridiano, il momento del saluto e l’uscita. La cura del corpo è un momento importante per le educatrici che cercano di intensificare la relazione individuale con ciascun bambino. L’educatrice cambia il bambino, lo lava, e lo invita a prendere confidenza con l’acqua, il sapone, il pettine ecc., permettendogli di giocare con questi oggetti e materiali e di fare nuove scoperte. L’educatrice potrà insegnare in questo momento al bambino i nomi delle parti del corpo e degli abiti.
Il momento del pranzo è importante per acquisire corrette abitudini alimentari. Il cibo per il bambino non rappresenta solo la soddisfazione di un bisogno fisiologico ma è anche collegato alla sfera emotiva ed affettiva. mensa_scolastica_1__800_800-520x325Durante il pasto, spesso si osservano scambi di comunicazione tra i bambini che, non sentendosi osservati, si esprimono liberamente e si confrontano con i compagni. Spesso si coglieranno anche giochi di assunzione di ruolo tra di loro in cui, per esempio, il bambino si relazionerà con il compagno imboccandolo.
Il momento del riposo pomeridiano diventa invece un momento di relax per i bambini dove loro abbandonano tutte le tensioni accumulate durante la giornata per le attività affrontate.
A fine giornata ci si dedica al riordino della sezione con i bambini ed al riepilogo delle attività svolte e per ultimo: il saluto e l’uscita. In questo momento si potrà avere un rapporto più individualizzato fra genitore-bambino ed educatrice.  Quest’ ultima racconterà del bambino di modo che il genitore possa condividere le esperienze del proprio figlio al nido.
Dottoressa Petra Visentin