Giovedì, 11 luglio 2013

FAMIGLIE IN CRISI … QUALI POSSIBILI SOLUZIONI

La famiglia di oggi rispetto a quella del passato, di tipo patriarcale, è considerata “in crisi” e si configura sempre più come ambito di relazioni complesse o addirittura di “non relazioni” dove i genitori si mostrano sempre meno capaci di comunicare adeguatamente con i figli e con se stessi. 
Secondo il rapporto Istat, denominato “Infanzia e vita quotidiana”, aumentano notevolmente le famiglie con un figlio unico, il quale vive con entrambi i genitori o con madri o padri single. I bambini che stanno crescendo sono particolarmente dipendenti dalla tecnologia, evidenziano difficoltà scolastiche e trascorrono poco tempo in famiglia.
Un’ulteriore conferma di questi cambiamenti relazionali e sociali arriva dagli ultimi dati Istat in merito al matrimonio, alla famiglia e alle separazioni in cui emergono quadri abbastanza preoccupanti: crisi della famiglia, caduta di valori, difficoltà a superare gli ostacoli e nuclei familiari che si disgregano abbastanza facilmente.
Attualmente si stanno diffondendo forme familiari sempre più lontane ideologicamente e strutturalmente dalla tradizione culturale; oggi, di fatto, i “tradizionali” momenti di riunione della famiglia, ad esempio in occasione dei pasti principali della giornata, non esistono più, perché gli orari di lavoro e di attività in genere di ciascun componente sono diversi.
comunicazione-genitori-figliLe donne, in particolare, hanno progressivamente conquistato specifici ruoli sociali, anche in termini di particolari responsabilità nel mondo del lavoro, e ciò le costringe a non essere più mamme e mogli a tempo pieno. i figli, da parte loro, hanno ormai le giornate piene di impegni: oltre alla scuola, seguono tante altre attività extrascolastiche (palestra, catechismo, corsi, …) che li impegnano praticamente per tutta la giornata. Molti genitori sono occupati tutto il giorno e così, i giorni fuggono via in un continuo rincorrersi fra i vari componenti della famiglia, fra parole non dette e cose non fatte per mancanza di tempo, fra crisi e rimpianti, fra sensi di colpa e goffi tentativi di recuperare il tempo perduto in termini di ascolto, di dialogo, di affetto, di partecipazione alla vita ed alle esperienze dell’altro. Si osservano, quindi, genitori disorientati, demotivati ed avviliti di fronte alle difficoltà relazionali che vivono con i figli, allo stesso modo anche i figli si sentono smarriti, arrabbiati e poco ascoltati rispetto alle loro esigenze. E’ in questo scenario che diventa fondamentale per l’intera famiglia la FIGURA dello PSICOLOGO. Tuttavia, oggi le famiglie non vogliono affrontare terapie lunghe e costose, ma sono alla ricerca di percorsi brevi e pratici che diano gli strumenti necessari per apportare dei miglioramenti concreti alla loro situazione. La tecnica PARENT COACHING offre allo psicologo molteplici strumenti utili per supportare e accompagnare i genitori nel cambiamento. Il metodo può essere adeguato per le coppie genitoriali (o singolo genitore) e in generale per le famiglie che stanno subendo o hanno subito eventi che modificano vecchi assetti o pongono compiti educativi impegnativi (infanzia e adolescenza).
genitori-e-figli-e1312548092977Lo psicologo attraverso gli strumenti di parent coaching non dà indicazioni su come gestire ed educare i propri figli, ma aiuta le persone a sviluppare una buona consapevolezza di sé e delle proprie risorse espandendo le scelte e le possibilità di azione. E’, quindi, un processo intenzionale e pianificato che si propone, attraverso il SOSTEGNO e CONFRONTO STRUTTURATO, di aiutare i genitori ad imparare, migliorare e riconoscere le proprie competenze genitoriali (life skills education), acquisendo fiducia nelle proprie capacità di problem solving.
La tecnica del Parent coaching è particolarmente utile anche nei casi in cui il figlio evidenzia alcune difficoltà scolastiche e/o in presenza di difficoltà relazionali con le insegnanti.
Gli effetti positivi di questo strumento emergono sin dai primi colloqui, in quanto permette al genitore di cambiare prospettiva, ma soprattutto di essere il protagonista di questo cambiamento attraverso la definizione di obiettivi soggettivi e piani d’azione autodeterminati. E’ una tecnica nuova che si sta espandendo da poco nel nostro territorio e anche per questo motivo i genitori mostrano maggior interesse verso di essa piuttosto che verso gli interventi terapeutici “classici”.
Dottoressa Petra Visentin