Mercoledì, 20 maggio 2015

CIAO CIAO PANNOLINO…

Quando insegnate al bambino qualcosa di nuovo, come appunto abituarlo a usare il vasino, è importante che siate rilassati, calmi e coerenti. Inoltre dovete essere certe che il bambino sia pronto e avere fiducia nella sua capacità di imparare. Se manifestate dei dubbi, indurrete il bambino a dubitare di se stesso.
In linea generale, perché le situazioni possono variare da bimbo a bimbo, il momento giusto per iniziare questa impresa è dopo i 24 mesi. Verso questa età i bambini raggiungono la maturità neurologica per controllare gli sfinteri, quando l’atto di contrazione e di espulsione diventa volontario e controllabile. Togliere il pannolino significa crescere e comporta tempi lunghi e molta pazienza da parte dei genitori, come tutti muscoli, anche gli sfinteri devono essere allenati e occorre qualche mese  perché si rafforzino.
SIAMO PRONTI PER QUESTA IMPRESA O ASPETTIAMO?
La fase del controllo dei propri bisogni, viene vissuta come un momento molto delicato, sia dal punto di vista del bambino che da quello della famiglia. Quando si prende la decisione di togliere il pannolino è necessario essere preparati e agire per il benessere del bambino … meglio tardare di qualche settimana o mese piuttosto che forzare una tappa così delicata e ricca di significati per il vostro piccolo. Una volta iniziato il percorso, NON si dovrebbe tornare indietro, per questo è importante valutare bene se e come farlo. Ci sono alcuni segnali che potete osservare e che vi informano del fatto che vostro figlio è pronto per togliere il pannolino:
¢  Curiosità nel vedere gli altri andare in bagno
¢  Inizia a dire “pipì” o “cacca” quando sente il bisogno oppure comunica quando si sente sporco
¢  Rimane asciutto per un paio di ore consecutive durante la giornata, si è ridotto il cambio dei pannolini
¢  Cerca di togliersi da solo il pannolino e/o comunica una certa “sofferenza” nell’indossarlo
¢  Riesce ad esprimersi rispetto ai suoi bisogni
¢  Ha una buona padronanza del linguaggio
¢  E’ autonomo in altre aree dello sviluppo (per esempio nel mangiare, si toglie le scarpe, pantaloni, …)
Di fronte ad alcune incertezze chiedete un parere anche alle maestre del nido, attraverso un confronto riuscirete ad acquisire tutte le informazioni ed a valutare assieme se togliere o meno il pannolino. Evitate di farlo se ci sono in atto importanti cambiamenti: nascita di un fratellino/sorellina, trasloco, nuovo lavoro del genitore che porta ad assenze prolungate, inserimento in una nuova struttura, …

Bumbo-Toilet-Trainer-w-GirlCOME TOGLIERE IL PANNOLINO?
1. NON AVERE FRETTA
Aspettare fino a quando è pronto è una base importante per il successo. Preparare le migliori condizioni ambientali perché il bambino accetti di buon grado la nuova situazione: il riduttore e/o suo vasino, le mutandine, dei libretti che trattano il tema. In tutte queste cose rendetelo partecipe.
2. CREARE UNA ROUTINE
I primi giorni dovremmo aiutare il bambino dandogli i tempi: ad esempio, accompagnarlo al vasino appena sveglio, metà mattina, dopo i pasti (o ad intervalli regolari, per chi proprio non ce la fa a resistere qualche ora) e farlo sedere senza pannolino. Attenzione a non assillare troppo il bambino nel creargli un abitudini. Mettere in conto una serie di “incidenti” di percorso, che non dovranno essere troppo rimarcati (ma nemmeno ignorati: semplicemente, dovranno essere accompagnati da una spiegazione serena, tipo “Non fa nulla, la prossima che ti scappa dillo alla mamma e andiamo di corsa in bagno”). I bambini sono abitudinari, per cui il vasino è un oggetto che va inserito con calma nella sua routine quotidiana, fino a farlo diventare parte integrante di questa.
3. GRATIFICARE
Esibirsi in lodi sperticate al primo successo: “Ma che bravo! Ma quanta ne hai fatta! La facciamo vedere al papà!” Ricordatevi che un bambino di questa età considera le proprie feci come “una cosa che ha fatto lui”, un prodotto speciale del proprio corpo, e non un semplice atto fisiologico, e come tale va compreso e apprezzato dalla famiglia.
4. MAI NESSUNA PUNIZIONE
Mai nessuna punizione, nemmeno se allaga il tappeto bello, e attenzione anche ai mortificanti commenti del tipo “Così grande e ancora con il pannolino!”, ma piuttosto tradurli sempre positivamente “Adesso che sei diventata una signorina, puoi fare a meno del pannolino!”.
5. SEGNI CHE IL BAMBINO FA PROGRESSI
a. Quando il bambino avverte la mamma, ma solo dopo che ha fatto i bisogni: è segno di iniziale acquisizione della consapevolezza dello stimolo (siamo sulla buona strada, anche se non è ancora stato raggiunto il controllo completo dello sfintere).
b. Quando intenzionalmente si rifiuta di scaricarsi e trattiene le feci fino a quando la mamma non gli rimette il pannolino: è segno che il bambino è perfettamente in grado di controllare i propri bisogni, ma al contempo non è ancora sufficientemente sicuro di sé o che sono presenti altri problemi (magari, usa il no al vasino come ricatto nel rapporto con la mamma). In questo caso, come sempre, meglio assecondarlo e concedergli l’uso del pannolino quando vuole (toglierlo durante il giorno e rimetterlo quando deve scaricarsi); in questo modo, la mamma comunicherà un messaggio rassicurante “Nessuno ti obbliga” e positivo “Fallo quando sei pronto”.

6. COLLABORARE CON LE MAESTRE DEL NIDO
Laddove il bambino frequenta il nido è importante fare un lavoro di squadra con le maestre, permettendo così di raggiungere più velocemente questa tappa, ma soprattutto per dare la serenità e fiducia di cui ha bisogno il bambino nell’apprendere cose nuove.

1390313_760318761ELIMINAZIONE DEL PANNOLINO DURANTE LA NOTTE E NEL SONNELINO POMERIDIANO
Prima si toglie durante il sonnellino pomeridiano e come ultimo step quello della notte. Togliere il pannolino della notte rappresenta l’atto conclusivo di questa difficile fase nonché il momento più complesso. Infatti, mentre durante il giorno il piccolo è vigile e riesce a controllare volontariamente gli sfinteri, la notte è in una condizione di incoscienza, per cui si deve solo attendere che il controllo naturale degli sfinteri termini la sua maturazione. Uno dei segnali più evidenti, che il piccolo è pronto per dormire senza pannolino, è rappresentato dal pannolino asciutto al mattino. Se troviamo per almeno tre giorni di seguito il pannolino asciutto, possiamo provare a toglierlo anche la notte.
COME PROCEDERE
Fate attenzione che non beva troppo nelle tre ore precedenti la nanna, così da non riempire troppo la vescica. Assicuratevi che faccia pipì prima e dopo cena e subito prima di andare a letto.
Tenete a portata di mano un cambio veloce in previsione di qualche incidente di percorso; preparate il letto mettendo una cerata sul materasso, un lenzuolo normale, un’altro cerato ed un’altro lenzuolo normale. Per la prima settimana puntate la sveglia ogni tre ore, in modo che potrete portare il vostro bambino al bagno, dopo la prima settimana potrete aumentare l’arco di tempo tra una sveglia e l’altra. A questo punto, prima di mettere a letto il bambino spiegategli che non ha il pannolino e che durante la notte lo sveglierete per fare la pipì al bagno. Se durante una visita, vi rendete conto che ha già bagnato il letto, rassicuratelo spiegandogli che può succedere, togliete il primo lenzuolo e la prima incerata ed il letto sarà nuovamente pronto, cambiatelo e rimettetelo pure a dormire.

ULTERIORI NOTE:
COSE DA NON FARE: mostrare frustrazione, insistere sull’argomento, dire al bambino “Tutti quelli che conosciamo non portano più il pannolino”, continuare a dirgli “Sei un bambino grande, non dovresti più avere il pannolino”, chiedergli insistentemente “Vuoi fare la pipì?”, esprimere delusione in caso di incidente, fare smorfie di disgusto quando svuotate il vasino.
COSE DA FARE: mantenere la calma e sorridere molto, permettere al bimbo di accompagnarvi in bagno, mettergli i pantaloni con l’elastico quando uscite, esprimergli fisicamente le lodi con baci e carezze, credere sinceramente che il bambino sarà in grado di farcela, annotate l’ora in cui di solito va di corpo, usare vasino prima di uscire e quando si rientra, ricordare che gli incidenti non sono voluti.
Consiglio di considerate questa fase non come “problema”, ma al contrario di viverla (e farla vivere) come una divertente esperienza, in cui la gioia di partecipare all’ennesimo progresso nella crescita del bambino sia superiore allo stress e alla paura del cambiamento.

Dottoressa Petra Visentin